
Anche il Fisco paga
Recentemente la Corte di Cassazione è stata chiamata a pronunciarsi in merito ad un credito tributario di una società per azioni nei confronti del Fisco.
IL FATTO
Una società vantava un credito nei confronti del Fisco risalente al 1983. La società ricorreva alla Commissione Tributaria Provinciale per vedere riconosciuto i propri crediti e quest’ultima obbligava il Fisco a pagare:
- metà dei debiti, compensandoli con debiti precedenti della società
- altra metà mediante accredito bancario della società.
L’Agenzia delle Entrate invece di accreditare il conto corrente della società, compensava tutto il suo credito e non solo una parte con posizioni debitorie del contribuente.
Da qui scaturisce un secondo ricorso che condannava l’Agenzia delle Entrate a pagare entro 40 giorni gli interessi sulla somma non versata.
A questo punto l’Amministrazione Finanziaria ricorreva in Cassazione credendo di poterla fare franca.
LA SENTENZA
La Corte di Cassazione (sentenza 11450/2011) non ha accolto il ricorso dell’Agenzia delle Entrate ritenendo illegittimo il comportamento dell’Amministrazione Finanziaria in quanto parte del credito andava pagato mediante accredito sul c/c della società e non compensando future posizioni debitorie. In questo modo il Fisco sarà costretto a pagare gli interessi sulla seconda tranche del rimborso.
Si tratta di una sentenza veramente importante che prima di tutto crea un precedente nei rapporti tra contribuente ed Agenzia delle Entrate, inoltre d’ora in avanti anche l’Agenzia delle Entrate sarà costretta a pagare in contanti i propri debiti come fanno tutti i contribuenti italiani quando ricevano una avviso di accertamento






30 giugno 2011
Salvato Salvatore
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